Discussione:
Blob, Tv, Politica e Aldo Grasso.
(troppo vecchio per rispondere)
cyb
2003-07-15 09:29:40 UTC
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Aldo Grasso ("Storia della Televisione Italiana", aggiornamento del
2000, ma la prima edizione - 1992 - contiene i programmi sino al 1990,
ed essendo Blob nato nel 1989 dobbiamo presupporre che sia quella piu'
lontana la data effettiva del testo), dopo qualche riga di
introduzione su cosa sia Blob, una citazione per gli autori e la
dovuta collocazione spaziotemporale, cosi' lo descrive:

"Un collage di frammenti ripercorre in venti minuti una giornata
televisiva all'insegna di papere, disturbi, errori, dichiarazioni
folgoranti, vuoti, lapsus, distonie, insomma, di tutti i luoghi
comuni, di tutti gli incidenti tecnici, di tutto lo scemenzario di cui
i programmi ormai grondano in larga misura. Blob e' una specie di
rubrica critica sulla televisione fatta solo di immagini[...]. Il
risultato e' che Blob, ogni sera, ci mostra la televisione allo stato
puro: un repertorio di formule logorate dall'abuso, un arsenale di
frasi fatte, una voragine di scemenze [...] tanto che Blob si presenta
come un show autonomo fatto di ritagli, scarti, rifiuti: il vero show
della televisione spazzatura."

Per Grasso, quindi, la lettura da dare a Blob (che lui stesso non
dimentica di lodare in quanto a, paradossalmente, originalita', e che
lui stesso associa, blandamente, alla politica, citando sul finale del
pezzo alcuni articoli sul rapporto tra Blob e la, prima, guerra del
Golfo) confina il programma all'interno del mezzo: Blob e' la critica
televisiva fatta dalla televisione attraverso se' stessa, attraverso
il suo lato piu' becero, cosi' come il piu' spontaneo, il meno
mascherato.

In 14 anni di esistenza Blob muta, come muta il ruolo della
televisione nella vita pubblica italiana e mondiale.

Di per se', televisione (ancor piu' che "media") e politica sono
strettamente connesse (oggi ancora di piu', sempre con maggior
sfacciatezza, si pensi solo a salotti politici come Porta a Porta che
assurgono, quasi, al valore di istituzioni riconosciute, dove si tiene
un comportamento piu' dignitoso che in Parlamento, forse perche' si
rispetta, o si teme, maggiormente il padrone di casa), non solo in
Italia e non per colpa di Berlusconi, ma per un'innata affinita' tra
mezzo e scopo che e' difficilmente confutabile (per politica non si
intenda "partiti e onorevoli", ma "poteri", sia, puramente,
legislativi o esecutivi o amministrativi, sia economici, o militari).

La televisione e' usata, da questi poteri, a livello cronico, come
strumento di blando ma continuato e insidioso controllo (nonche',
strettissimamente legata, di "influenza"): potere che si esercita da
"la scelta di cosa indosseranno i concorrenti di Operazione Trionfo",
all'agenda setting di un telegiornale serale, alla scelta dei termini
da utilizzare per dare una notizia, sia essa di cronaca, che di
politica, o finanche di sport, all'"immagine dell'uomo del futuro" da
lanciare attraverso i nuovi spot piu' "di tendenza". A livello
"acuto", in periodi di necessita' superiori, la televisione diventa
potente strumento di propaganda; lo stato piu' "all'avanguardia" del
Pianeta Terra, durante l'ultima guerra ha istituito una comissione
militare-statale che si occupasse della scelta delle immagini da
mandare, delle notizie da dare, delle cifre da distribuire; detta
all'antica si chiamerebbe "censura", ma e' un termine desueto.

Contestualizzando maggiormente su Blob, la situazione italiana
rispetto al controllo dei media (e quindi, prima di tutto, della
televisione) e' un'anomalia a confronto delle democrazie cosiddette
"occidentali", ovvero il gruppo di paesi considerato "all'avanguardia"
da un punto di vista socio-economico (e, quindi, anche di diritti
civili). Inutile soffermarsi su questo. A completare il quadro, gli
ultimi 10 anni abbondanti di politica italiana sono stati
caratterizzati da numerosi "cambi di sponda" (una sorta di "rigetto"
al trapianto del maggioritario, forse non completamente compatibile
con questa nostra forma di democrazia), che hanno avuto riflessi anche
sui (mutevoli) giudizi di praticamente tutta la classe politica e
dirigente su quegli stessi avvenimenti di rilievo nazionale che allora
si susseguivano, o che si erano, da poco, conclusi.

La televisione, (un po' come, molto piu' bonariamente e
maldestramente, fece la RAI a meta' anni Cinquanta, donando identita'
a una democrazia giovane), articolata oramai la propria offerta, ed
imparato a convivere con i linguaggi che man mano aveva creato, si
propone ora, quasi Orwellianamente, come meccanismo di riscrittura,
tenue, lenta, ma difficilmente arrestabile, della storia e dei
commenti, dei rapporti tra poteri e delle singole letture di ogni
episodio rilevante. E' un processo che non ha un "mandante"
semplicemente perche' non esiste mandante: la Televisione riflette e
proietta quello che c'e', quello che "si sente", raramente inventa
*davvero* qualcosa.

Da questa prospettiva, ovviamente "grandangolare" e iperfocalizzata,
quindi per forza di cose "pessimistica", Blob assume un ruolo di primo
piano, smontando buona parte dei meccanismi di opinion making a medio
e lungo termine tramite la semplice riproposizione del passato
accostato al recente.

Prima di tutto, Blob, come dicevo, "muta", cresce, prende
consapevolezza di se'.

La scritta in alto, prima immodificabile, cambia, diventa "messaggio"
[1]; gli autori danno il primo, forte segno della loro presenza; Blob
non e' piu' una raccolta di scarti senza senso, o con scopo
umoristico, di entertainment (lo stesso Grasso, stesso testo
precedentemente citato, definisce Blob come un americano "E show",
entertainment show, cannando di brutto, tra l'altro), ma e' uno
strumento critico originale. Gli autori, con quella prima mossa di
palesarsi modificando il logo, e rendendolo, da pura immagine,
messaggio e parte del messaggio, fanno capire che anche quella "mera"
selezione, quelle associazioni che sembravano solo "funzionali", sono
"opinione", sono parziali, soffrono del vizio di cui soffre tutta la
tv (e l'informazione in generale): il segnale non e' mai pulito, o
(peggio! quale pretesa..) "oggettivo", ma e' sempre mediato da chi lo
emette, da come lo fa, dal mezzo che usa e da come lo usa. Cosi',
anche Blob e' portatore del messaggio degli autori: e' *politico*.

Quindi, cambiano anche i temi. Da semplice contenitore de "il peggio
della tv del giorno prima" (che e' quello che, in pratica, descrive
Grasso), Blob passa ad affrontare temi piu' complessi: la selezione
delle immagini ora riguarda non solo il sempre disponibile bestiario
via etere, ma anche l'analisi dei modi di erogazione
dell'informazione, dei temi trattati dalla tele, dell'evoluzione del
costume italiano a causa della tv e di come, ciclicamente, la tv a sua
volta si faccia influenzare dalla societa'; tutto questo, non
basandosi piu'sul "giorno prima", ma andando a scavare nel passato,
sia recente che non.

Blob e' attualmente quanto di piu' "sovversivo" (le virgolette non
sono casuali) vada in onda, ed e' destino (posta la sua sopravvivenza)
che continui ad essere cosi' a lungo, per la stessa struttura su cui
si basa la trasmissione.

Montando pezzi di televisione con criteri puramente "associativi", non
cronologici, ne smonta il meccanismo informativo, costringendo le
informazioni "incongruenti" (che la televisione "ortodossa" di solito
riesce ad erogare "dolcemente", centellinandole secondo tempistiche
lunghe, oramai sperimentate, a prova di "consapevolezza"), a palesare
il "conflitto cognitivo" che provocano se distribuite prive del
"cuscino temporale" che le ammortizza, esplodendo a schermo nella
loro, evidente, contraddizione.

Al telespettatore di Blob capita cosi' di ricostruire "fedelmente"
pezzi di patria storia recente, attraverso montaggi in cui la
velocita' dell'esposizione ai "fatti" cosi' ricostruiti e' quasi
shockante, andando a sollevare il velo opaco che anni e giorni dopo
giorni di telegiornali o, comunque, di informazione "filtrata" dai
poteri del momento, creano nella "ricostruzione mentale degli
avvenimenti" di ognuno. Cancellando la sequenzialita', la "distanza"
da e tra gli eventi, Blob mostra "i re nudi" di fronte all'immagine di
se' stessi, un'immagine che a volte si copre, quasi, di umana
tristezza, tale e' lo sconforto che si prova per loro (ma forse anche
per noi stessi) osservandoli mentre, da se', si smentiscono, e
ripetutamente.

Ma il gioco non e' solo questo. Gli autori di Blob si lasciano guidare
dalla cronaca recente, da uno spunto; quindi montano, e ricercano,
guidati solo dal loro istinto (che, oramai, e' parecchio affinato
dall'esperienza); e' cosi' che formano una "catena di frammenti", ogni
spezzone collegato al precedente da un'associazione, un pensiero,
forse lo stesso del precedente, forse uno nuovo, un'idea diversa che
serviva per continuare l'esposizione. Ma quello che dovrebbe essere un
"gioco semplice", lineare, anche da parte dello spettatore, che
potrebbe divertirsi a scoprire quale associazione ha guidato l'autore,
si dimostra invece uno "spettacolo" molto piu' complesso. I livelli di
associazione diventano decine, migliaia, da spezzone a spezzone,
proprio per quella particolare proprieta' della televisione attuale
che e' quella di citarsi, di rimirarsi, un'autoreferenzialita'
narcisista, oltre che un po' arida. Un gioco di specchi che, privato
del suo potenziale "sedativo", si svela, contribuendo, stavolta, a
ridimensionare l'immaginario di autorevolezza di cui, inconsciamente e
immeritatamente, la tv e' ammantata.

E' cosi' che Blob diventa caleidoscopico, con piu' ritmo di qualsiasi
trasmissione di cabaret, e piu' potere "sovversivo" (o
"rivoluzionario", o "illuminante", o fate voi) di qualsiasi
manifestazione di piazza, pamphlet politico, "Toga Rossa": usa l'arma
piu' potente, con gli stessi contenuti di chi la gestisce.
--
cyb

- l'articolo e' in xpost, incompleto e allo stato embrionale (percio'
meritevole e bisgnoso di critiche feroci, in modo da modificarlo); in
realta' nasce da un'idea diversa, ovvero una RFD per it.media.blob,
idea poi tramontata perche' un tale gruppo, seppure interessante a
livello teorico, troverebbe difficile applicazione in quello pratico.

[1] Mi piacerebbe conoscere la data di questo passaggio, nonche'
qualche cenno critico sull'evoluzione della trasmissione, se ci
fossero fonti che ne trattano.
Buttha
2003-07-15 09:51:05 UTC
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anch'io
Post by cyb
Aldo Grasso ("Storia della Televisione Italiana", aggiornamento del
2000, ma la prima edizione - 1992 - contiene i programmi sino al 1990,
ed essendo Blob nato nel 1989 dobbiamo presupporre che sia quella piu'
lontana la data effettiva del testo), dopo qualche riga di
introduzione su cosa sia Blob, una citazione per gli autori e la
"Un collage di frammenti ripercorre in venti minuti una giornata
televisiva all'insegna di papere, disturbi, errori, dichiarazioni
folgoranti, vuoti, lapsus, distonie, insomma, di tutti i luoghi
comuni, di tutti gli incidenti tecnici, di tutto lo scemenzario di cui
i programmi ormai grondano in larga misura. Blob e' una specie di
rubrica critica sulla televisione fatta solo di immagini[...]. Il
risultato e' che Blob, ogni sera, ci mostra la televisione allo stato
puro: un repertorio di formule logorate dall'abuso, un arsenale di
frasi fatte, una voragine di scemenze [...] tanto che Blob si presenta
come un show autonomo fatto di ritagli, scarti, rifiuti: il vero show
della televisione spazzatura."
Per Grasso, quindi, la lettura da dare a Blob (che lui stesso non
dimentica di lodare in quanto a, paradossalmente, originalita', e che
lui stesso associa, blandamente, alla politica, citando sul finale del
pezzo alcuni articoli sul rapporto tra Blob e la, prima, guerra del
Golfo) confina il programma all'interno del mezzo: Blob e' la critica
televisiva fatta dalla televisione attraverso se' stessa, attraverso
il suo lato piu' becero, cosi' come il piu' spontaneo, il meno
mascherato.
In 14 anni di esistenza Blob muta, come muta il ruolo della
televisione nella vita pubblica italiana e mondiale.
Di per se', televisione (ancor piu' che "media") e politica sono
strettamente connesse (oggi ancora di piu', sempre con maggior
sfacciatezza, si pensi solo a salotti politici come Porta a Porta che
assurgono, quasi, al valore di istituzioni riconosciute, dove si tiene
un comportamento piu' dignitoso che in Parlamento, forse perche' si
rispetta, o si teme, maggiormente il padrone di casa), non solo in
Italia e non per colpa di Berlusconi, ma per un'innata affinita' tra
mezzo e scopo che e' difficilmente confutabile (per politica non si
intenda "partiti e onorevoli", ma "poteri", sia, puramente,
legislativi o esecutivi o amministrativi, sia economici, o militari).
La televisione e' usata, da questi poteri, a livello cronico, come
strumento di blando ma continuato e insidioso controllo (nonche',
strettissimamente legata, di "influenza"): potere che si esercita da
"la scelta di cosa indosseranno i concorrenti di Operazione Trionfo",
all'agenda setting di un telegiornale serale, alla scelta dei termini
da utilizzare per dare una notizia, sia essa di cronaca, che di
politica, o finanche di sport, all'"immagine dell'uomo del futuro" da
lanciare attraverso i nuovi spot piu' "di tendenza". A livello
"acuto", in periodi di necessita' superiori, la televisione diventa
potente strumento di propaganda; lo stato piu' "all'avanguardia" del
Pianeta Terra, durante l'ultima guerra ha istituito una comissione
militare-statale che si occupasse della scelta delle immagini da
mandare, delle notizie da dare, delle cifre da distribuire; detta
all'antica si chiamerebbe "censura", ma e' un termine desueto.
Contestualizzando maggiormente su Blob, la situazione italiana
rispetto al controllo dei media (e quindi, prima di tutto, della
televisione) e' un'anomalia a confronto delle democrazie cosiddette
"occidentali", ovvero il gruppo di paesi considerato "all'avanguardia"
da un punto di vista socio-economico (e, quindi, anche di diritti
civili). Inutile soffermarsi su questo. A completare il quadro, gli
ultimi 10 anni abbondanti di politica italiana sono stati
caratterizzati da numerosi "cambi di sponda" (una sorta di "rigetto"
al trapianto del maggioritario, forse non completamente compatibile
con questa nostra forma di democrazia), che hanno avuto riflessi anche
sui (mutevoli) giudizi di praticamente tutta la classe politica e
dirigente su quegli stessi avvenimenti di rilievo nazionale che allora
si susseguivano, o che si erano, da poco, conclusi.
La televisione, (un po' come, molto piu' bonariamente e
maldestramente, fece la RAI a meta' anni Cinquanta, donando identita'
a una democrazia giovane), articolata oramai la propria offerta, ed
imparato a convivere con i linguaggi che man mano aveva creato, si
propone ora, quasi Orwellianamente, come meccanismo di riscrittura,
tenue, lenta, ma difficilmente arrestabile, della storia e dei
commenti, dei rapporti tra poteri e delle singole letture di ogni
episodio rilevante. E' un processo che non ha un "mandante"
semplicemente perche' non esiste mandante: la Televisione riflette e
proietta quello che c'e', quello che "si sente", raramente inventa
*davvero* qualcosa.
Da questa prospettiva, ovviamente "grandangolare" e iperfocalizzata,
quindi per forza di cose "pessimistica", Blob assume un ruolo di primo
piano, smontando buona parte dei meccanismi di opinion making a medio
e lungo termine tramite la semplice riproposizione del passato
accostato al recente.
Prima di tutto, Blob, come dicevo, "muta", cresce, prende
consapevolezza di se'.
La scritta in alto, prima immodificabile, cambia, diventa "messaggio"
[1]; gli autori danno il primo, forte segno della loro presenza; Blob
non e' piu' una raccolta di scarti senza senso, o con scopo
umoristico, di entertainment (lo stesso Grasso, stesso testo
precedentemente citato, definisce Blob come un americano "E show",
entertainment show, cannando di brutto, tra l'altro), ma e' uno
strumento critico originale. Gli autori, con quella prima mossa di
palesarsi modificando il logo, e rendendolo, da pura immagine,
messaggio e parte del messaggio, fanno capire che anche quella "mera"
selezione, quelle associazioni che sembravano solo "funzionali", sono
"opinione", sono parziali, soffrono del vizio di cui soffre tutta la
tv (e l'informazione in generale): il segnale non e' mai pulito, o
(peggio! quale pretesa..) "oggettivo", ma e' sempre mediato da chi lo
emette, da come lo fa, dal mezzo che usa e da come lo usa. Cosi',
anche Blob e' portatore del messaggio degli autori: e' *politico*.
Quindi, cambiano anche i temi. Da semplice contenitore de "il peggio
della tv del giorno prima" (che e' quello che, in pratica, descrive
Grasso), Blob passa ad affrontare temi piu' complessi: la selezione
delle immagini ora riguarda non solo il sempre disponibile bestiario
via etere, ma anche l'analisi dei modi di erogazione
dell'informazione, dei temi trattati dalla tele, dell'evoluzione del
costume italiano a causa della tv e di come, ciclicamente, la tv a sua
volta si faccia influenzare dalla societa'; tutto questo, non
basandosi piu'sul "giorno prima", ma andando a scavare nel passato,
sia recente che non.
Blob e' attualmente quanto di piu' "sovversivo" (le virgolette non
sono casuali) vada in onda, ed e' destino (posta la sua sopravvivenza)
che continui ad essere cosi' a lungo, per la stessa struttura su cui
si basa la trasmissione.
Montando pezzi di televisione con criteri puramente "associativi", non
cronologici, ne smonta il meccanismo informativo, costringendo le
informazioni "incongruenti" (che la televisione "ortodossa" di solito
riesce ad erogare "dolcemente", centellinandole secondo tempistiche
lunghe, oramai sperimentate, a prova di "consapevolezza"), a palesare
il "conflitto cognitivo" che provocano se distribuite prive del
"cuscino temporale" che le ammortizza, esplodendo a schermo nella
loro, evidente, contraddizione.
Al telespettatore di Blob capita cosi' di ricostruire "fedelmente"
pezzi di patria storia recente, attraverso montaggi in cui la
velocita' dell'esposizione ai "fatti" cosi' ricostruiti e' quasi
shockante, andando a sollevare il velo opaco che anni e giorni dopo
giorni di telegiornali o, comunque, di informazione "filtrata" dai
poteri del momento, creano nella "ricostruzione mentale degli
avvenimenti" di ognuno. Cancellando la sequenzialita', la "distanza"
da e tra gli eventi, Blob mostra "i re nudi" di fronte all'immagine di
se' stessi, un'immagine che a volte si copre, quasi, di umana
tristezza, tale e' lo sconforto che si prova per loro (ma forse anche
per noi stessi) osservandoli mentre, da se', si smentiscono, e
ripetutamente.
Ma il gioco non e' solo questo. Gli autori di Blob si lasciano guidare
dalla cronaca recente, da uno spunto; quindi montano, e ricercano,
guidati solo dal loro istinto (che, oramai, e' parecchio affinato
dall'esperienza); e' cosi' che formano una "catena di frammenti", ogni
spezzone collegato al precedente da un'associazione, un pensiero,
forse lo stesso del precedente, forse uno nuovo, un'idea diversa che
serviva per continuare l'esposizione. Ma quello che dovrebbe essere un
"gioco semplice", lineare, anche da parte dello spettatore, che
potrebbe divertirsi a scoprire quale associazione ha guidato l'autore,
si dimostra invece uno "spettacolo" molto piu' complesso. I livelli di
associazione diventano decine, migliaia, da spezzone a spezzone,
proprio per quella particolare proprieta' della televisione attuale
che e' quella di citarsi, di rimirarsi, un'autoreferenzialita'
narcisista, oltre che un po' arida. Un gioco di specchi che, privato
del suo potenziale "sedativo", si svela, contribuendo, stavolta, a
ridimensionare l'immaginario di autorevolezza di cui, inconsciamente e
immeritatamente, la tv e' ammantata.
E' cosi' che Blob diventa caleidoscopico, con piu' ritmo di qualsiasi
trasmissione di cabaret, e piu' potere "sovversivo" (o
"rivoluzionario", o "illuminante", o fate voi) di qualsiasi
manifestazione di piazza, pamphlet politico, "Toga Rossa": usa l'arma
piu' potente, con gli stessi contenuti di chi la gestisce.
Eclettico
2003-07-15 10:32:58 UTC
Permalink
Post by Buttha
anch'io
[CUT]


Netiquette.... questa sconosciuta
Paski
2003-07-15 10:54:17 UTC
Permalink
"cyb" <***@hotmail.com> ha scritto nel messaggio

Blob Quoting..........
Post by cyb
"Un collage di frammenti ripercorre in venti minuti una giornata
televisiva fatta dalla televisione attraverso se' stessa, attraverso
frasi fatte, una voragine di scemenze [...] tanto che Blob si presenta
potente strumento di propaganda; lo stato piu' "all'avanguardia" del
puro: un repertorio di formule logorate dall'abuso, un arsenale di
politica, o finanche di sport, all'"immagine dell'uomo del futuro" da
lanciare attraverso i nuovi spot piu' "di tendenza". A livello
mascherato.
come un show autonomo fatto di ritagli, scarti, rifiuti: il vero show
della televisione spazzatura."
Da questa prospettiva, ovviamente "grandangolare" e iperfocalizzata,
tristezza, tale e' lo sconforto che si prova per loro (ma forse anche
per noi stessi) osservandoli mentre, da se', si smentiscono, e
riesce ad erogare "dolcemente", centellinandole secondo tempistiche
quindi per forza di cose "pessimistica", Blob assume un ruolo di primo
entertainment show, cannando di brutto, tra l'altro
Il potere di unire frammenti in un disegno, un quadro privo di confronto
dialettico....

Alby
Divino
2003-07-15 14:31:20 UTC
Permalink
Post by Paski
Il potere di unire frammenti in un disegno, un quadro privo di
confronto dialettico....
Occhio al crosspost... ;_(
--
bye
Divino
Paski
2003-07-15 15:44:59 UTC
Permalink
Post by Divino
Occhio al crosspost... ;_(
Era gia' segnalato nel capothread.
Infatti ^_^

Sarà che non capisco il panico da crosspost... ^_^

Alby
cyb
2003-07-16 10:21:02 UTC
Permalink
Post by Paski
Era gia' segnalato nel capothread.
Infatti ^_^
...solo per chi si sorbiva tutti gli 11k!
Infatti al post, di solito, risponde chi lo ha letto tutto, non chi si
ferma agli header.
Post by Paski
Sarà che non capisco il panico da crosspost... ^_^
...soprattutto con IDL, strano...
Hai qualche pregiudizio su IDL? In quel gruppo scrivono cervelli
interessanti, che hanno molto da dire.
Martina
2003-07-15 16:27:57 UTC
Permalink
"cyb" <***@hotmail.com> ha scritto nel messaggio news:***@4ax.com...
:
: Aldo Grasso ("Storia della Televisione Italiana", aggiornamento del
: 2000, ma la prima edizione - 1992 - contiene i programmi sino al 1990,
: ed essendo Blob nato nel 1989 dobbiamo presupporre che sia quella piu'
: lontana la data effettiva del testo), dopo qualche riga di
: introduzione su cosa sia Blob, una citazione per gli autori e la
: dovuta collocazione spaziotemporale, cosi' lo descrive:
:
: "Un collage di frammenti ripercorre in venti minuti una giornata
: televisiva all'insegna di papere, disturbi, errori, dichiarazioni
: folgoranti, vuoti, lapsus, distonie, insomma, di tutti i luoghi
: comuni, di tutti gli incidenti tecnici, di tutto lo scemenzario di cui
: i programmi ormai grondano in larga misura. Blob e' una specie di
: rubrica critica sulla televisione fatta solo di immagini[...]. Il

che affermazione stupida..."fatta solo di immagini"


: risultato e' che Blob, ogni sera, ci mostra la televisione allo stato
: puro: un repertorio di formule logorate dall'abuso, un arsenale di
: frasi fatte, una voragine di scemenze [...] tanto che Blob si presenta
: come un show autonomo fatto di ritagli, scarti, rifiuti: il vero show
: della televisione spazzatura."

meno male che è un'opinione di Grasso...per me non è affatto lo show della tel
spazzatura (imho)
Il fatto che abbia fatto incazzare sempre i politici è una costante positiva. Purtroppo
non riesco sempre a vederla, ma quando capita ho l'imprerssione che abbia modificato
leggermente il suo fine. Forse per le continue minacce di essere bannata per sempre.
Forse perchè non c'è più materiale valido per costruire il Blob giornaliero.
:
: Per Grasso, quindi, la lettura da dare a Blob (che lui stesso non
: dimentica di lodare in quanto a, paradossalmente, originalita', e che
: lui stesso associa, blandamente, alla politica, citando sul finale del
: pezzo alcuni articoli sul rapporto tra Blob e la, prima, guerra del
: Golfo) confina il programma all'interno del mezzo: Blob e' la critica
: televisiva fatta dalla televisione attraverso se' stessa, attraverso
: il suo lato piu' becero, cosi' come il piu' spontaneo, il meno
: mascherato.
:
: In 14 anni di esistenza Blob muta, come muta il ruolo della
: televisione nella vita pubblica italiana e mondiale.
:
Si il cambiamento c'è stato. Ricordo che anni fà le immagini erano riaccostate con una
tale sapienza ironica, soprattutto nell'ambito politico, che a volte capivo tutto senza
magari aver seguito nessun TG o letto nulla. Poi puntualmente il politico di turno si
incazzava e minacciava denunce. Questo lasciava capire la loro preoccupazione verso lo
spettatore, che poteva rimanere influenzato da ciò che vedeva, poteva capirne il vero
senso e questo non era un bene. Ogni volta che si minacciava di chiudere quel
programma, dimostrava la scarsa opinione che hanno di chi lo guarda.
Gasparri è uno di quelli se non sbaglio, adduceva motivazioni pazzesche, puerili e di
uno che si sente davvero minacciato dal riassemblaggio delle immagini.

: Di per se', televisione (ancor piu' che "media") e politica sono
: strettamente connesse (oggi ancora di piu', sempre con maggior
: sfacciatezza, si pensi solo a salotti politici come Porta a Porta che
: assurgono, quasi, al valore di istituzioni riconosciute, dove si tiene
: un comportamento piu' dignitoso che in Parlamento, forse perche' si
: rispetta, o si teme, maggiormente il padrone di casa), non solo in
: Italia e non per colpa di Berlusconi, ma per un'innata affinita' tra
: mezzo e scopo che e' difficilmente confutabile (per politica non si
: intenda "partiti e onorevoli", ma "poteri", sia, puramente,
: legislativi o esecutivi o amministrativi, sia economici, o militari).

è vero, tutta questo tranquillo comportamento che si tiene da Vespa, è indecente. Non
che ami le risse, ma così è oleografico.
:
: La televisione e' usata, da questi poteri, a livello cronico, come
: strumento di blando ma continuato e insidioso controllo (nonche',
: strettissimamente legata, di "influenza"): potere che si esercita da
: "la scelta di cosa indosseranno i concorrenti di Operazione Trionfo",
: all'agenda setting di un telegiornale serale, alla scelta dei termini
: da utilizzare per dare una notizia, sia essa di cronaca, che di
: politica, o finanche di sport, all'"immagine dell'uomo del futuro" da
: lanciare attraverso i nuovi spot piu' "di tendenza". A livello
: "acuto", in periodi di necessita' superiori, la televisione diventa
: potente strumento di propaganda; lo stato piu' "all'avanguardia" del
: Pianeta Terra, durante l'ultima guerra ha istituito una comissione
: militare-statale che si occupasse della scelta delle immagini da
: mandare, delle notizie da dare, delle cifre da distribuire; detta
: all'antica si chiamerebbe "censura", ma e' un termine desueto.
:
Anche la scelta americana di non mandare più immagini (o mandare solo quelle che
vogliono loro) dall'Iraq o di far conoscere solo notizie filtrate ben bene è appunto
per il potere che hanno le immagini.
La settimana scorsa fuori da una università irachena presidiata da militari americani è
successo questo:
uno studente è uscito impugnando una pistola, quando è stato vicino al militare lo ha
seccato a bruciapelo alla testa. Non so se l'hanno passata in tv, io l'ho letta su un
quotidiano.
E' un pò che non seguo la tele, ma ho visto Blob recentemente e scenari iracheni non ne
ho visti, ed è strano visto che, ultimamente, i soldati americani cadono come mosche
nel paese che hanno "liberato"...


: Contestualizzando maggiormente su Blob, la situazione italiana
: rispetto al controllo dei media (e quindi, prima di tutto, della
: televisione) e' un'anomalia a confronto delle democrazie cosiddette
: "occidentali", ovvero il gruppo di paesi considerato "all'avanguardia"
: da un punto di vista socio-economico (e, quindi, anche di diritti
: civili). Inutile soffermarsi su questo. A completare il quadro, gli
: ultimi 10 anni abbondanti di politica italiana sono stati
: caratterizzati da numerosi "cambi di sponda" (una sorta di "rigetto"
: al trapianto del maggioritario, forse non completamente compatibile
: con questa nostra forma di democrazia), che hanno avuto riflessi anche
: sui (mutevoli) giudizi di praticamente tutta la classe politica e
: dirigente su quegli stessi avvenimenti di rilievo nazionale che allora
: si susseguivano, o che si erano, da poco, conclusi.
:
: La televisione, (un po' come, molto piu' bonariamente e
: maldestramente, fece la RAI a meta' anni Cinquanta, donando identita'
: a una democrazia giovane), articolata oramai la propria offerta, ed
: imparato a convivere con i linguaggi che man mano aveva creato, si
: propone ora, quasi Orwellianamente, come meccanismo di riscrittura,
: tenue, lenta, ma difficilmente arrestabile, della storia e dei
: commenti, dei rapporti tra poteri e delle singole letture di ogni
: episodio rilevante. E' un processo che non ha un "mandante"
: semplicemente perche' non esiste mandante: la Televisione riflette e
: proietta quello che c'e', quello che "si sente", raramente inventa
: *davvero* qualcosa.

scusa se ti do spesso ragione, ma sono d'accordo. Anche se attualmente quello che
"riflette" è spazzatura, persino in certi TG. Meglio non parlare del resto. Si è
costretti a fare le ore piccole per vedere qualcosa di interessante, come se, a
permettersi certi programmi, fossero solo quelli che poi non devono alzarsi il giorno
dopo.

:
: Da questa prospettiva, ovviamente "grandangolare" e iperfocalizzata,
: quindi per forza di cose "pessimistica", Blob assume un ruolo di primo
: piano, smontando buona parte dei meccanismi di opinion making a medio
: e lungo termine tramite la semplice riproposizione del passato
: accostato al recente.
:
: Prima di tutto, Blob, come dicevo, "muta", cresce, prende
: consapevolezza di se'.
:
secondo me, era molto più "sovversivo" in passato. Non l'ho mai visto in chiave
umoristica e basta, l'ho guardato con un'interesse particolare, anche io ho sorriso,
ma compiacendomi di farlo e di pensare che altri potevano godere di quell'ironia di
immagini e parole che in un certo senso lo scenario stesso aveva prodotto rendendole
ora reciclate e più utili.
Soprattutto quei Blob che passavano i 31 dicembre di ogni anno, erano chicche da
conservare (qualcuno l'ho registrato)


: La scritta in alto, prima immodificabile, cambia, diventa "messaggio"
: [1]; gli autori danno il primo, forte segno della loro presenza; Blob
: non e' piu' una raccolta di scarti senza senso, o con scopo
: umoristico, di entertainment (lo stesso Grasso, stesso testo
: precedentemente citato, definisce Blob come un americano "E show",
: entertainment show, cannando di brutto, tra l'altro), ma e' uno
: strumento critico originale. Gli autori, con quella prima mossa di
: palesarsi modificando il logo, e rendendolo, da pura immagine,
: messaggio e parte del messaggio, fanno capire che anche quella "mera"
: selezione, quelle associazioni che sembravano solo "funzionali", sono
: "opinione", sono parziali, soffrono del vizio di cui soffre tutta la
: tv (e l'informazione in generale): il segnale non e' mai pulito, o
: (peggio! quale pretesa..) "oggettivo", ma e' sempre mediato da chi lo
: emette, da come lo fa, dal mezzo che usa e da come lo usa. Cosi',
: anche Blob e' portatore del messaggio degli autori: e' *politico*.
:
: Quindi, cambiano anche i temi. Da semplice contenitore de "il peggio
: della tv del giorno prima" (che e' quello che, in pratica, descrive
: Grasso), Blob passa ad affrontare temi piu' complessi: la selezione
: delle immagini ora riguarda non solo il sempre disponibile bestiario
: via etere, ma anche l'analisi dei modi di erogazione
: dell'informazione, dei temi trattati dalla tele, dell'evoluzione del
: costume italiano a causa della tv e di come, ciclicamente, la tv a sua
: volta si faccia influenzare dalla societa'; tutto questo, non
: basandosi piu'sul "giorno prima", ma andando a scavare nel passato,
: sia recente che non.
:
: Blob e' attualmente quanto di piu' "sovversivo" (le virgolette non
: sono casuali) vada in onda, ed e' destino (posta la sua sopravvivenza)
: che continui ad essere cosi' a lungo, per la stessa struttura su cui
: si basa la trasmissione.

ok , ma spesso ha rischiato di essere eliminato, proprio per la sua "sovversività" (si
dice?bho!) per essere stato considerato un programma fatto da comunisti (parole di
Gasparri)
per questo mi pare di trovarlo un pò ammorbidito (imo), come se si fosse dovuto
adeguare...
Ricordo quando andava in onda con la scritta bianca sotto che diceva pressapoco così :
" Blob rischia la definitiva chiusura perche...ecc ecc" Ok era in chiave ironica anche
questa scritta che scorreva, però le polemiche ci furono, lo ricordo

:
: Montando pezzi di televisione con criteri puramente "associativi", non
: cronologici, ne smonta il meccanismo informativo, costringendo le
: informazioni "incongruenti" (che la televisione "ortodossa" di solito
: riesce ad erogare "dolcemente", centellinandole secondo tempistiche
: lunghe, oramai sperimentate, a prova di "consapevolezza"), a palesare
: il "conflitto cognitivo" che provocano se distribuite prive del
: "cuscino temporale" che le ammortizza, esplodendo a schermo nella
: loro, evidente, contraddizione.
:
: Al telespettatore di Blob capita cosi' di ricostruire "fedelmente"
: pezzi di patria storia recente, attraverso montaggi in cui la
: velocita' dell'esposizione ai "fatti" cosi' ricostruiti e' quasi
: shockante, andando a sollevare il velo opaco che anni e giorni dopo
: giorni di telegiornali o, comunque, di informazione "filtrata" dai
: poteri del momento, creano nella "ricostruzione mentale degli
: avvenimenti" di ognuno. Cancellando la sequenzialita', la "distanza"
: da e tra gli eventi, Blob mostra "i re nudi" di fronte all'immagine di
: se' stessi, un'immagine che a volte si copre, quasi, di umana
: tristezza, tale e' lo sconforto che si prova per loro (ma forse anche
: per noi stessi) osservandoli mentre, da se', si smentiscono, e
: ripetutamente.
:
: Ma il gioco non e' solo questo. Gli autori di Blob si lasciano guidare
: dalla cronaca recente, da uno spunto; quindi montano, e ricercano,
: guidati solo dal loro istinto (che, oramai, e' parecchio affinato
: dall'esperienza); e' cosi' che formano una "catena di frammenti", ogni
: spezzone collegato al precedente da un'associazione, un pensiero,
: forse lo stesso del precedente, forse uno nuovo, un'idea diversa che
: serviva per continuare l'esposizione. Ma quello che dovrebbe essere un
: "gioco semplice", lineare, anche da parte dello spettatore, che
: potrebbe divertirsi a scoprire quale associazione ha guidato l'autore,
: si dimostra invece uno "spettacolo" molto piu' complesso. I livelli di
: associazione diventano decine, migliaia, da spezzone a spezzone,
: proprio per quella particolare proprieta' della televisione attuale
: che e' quella di citarsi, di rimirarsi, un'autoreferenzialita'
: narcisista, oltre che un po' arida. Un gioco di specchi che, privato
: del suo potenziale "sedativo", si svela, contribuendo, stavolta, a
: ridimensionare l'immaginario di autorevolezza di cui, inconsciamente e
: immeritatamente, la tv e' ammantata.
:
cmq a mio avviso deve essere un lavoro non facile, quello della ricostruzione e delle
scelte che devono fare perchè il risultato è sempre cmq interessante.

: E' cosi' che Blob diventa caleidoscopico, con piu' ritmo di qualsiasi
: trasmissione di cabaret, e piu' potere "sovversivo" (o
: "rivoluzionario", o "illuminante", o fate voi) di qualsiasi
: manifestazione di piazza, pamphlet politico, "Toga Rossa": usa l'arma
: piu' potente, con gli stessi contenuti di chi la gestisce.
:
:
Preferisco "sovversivo" anche se ultimamente è diventato "illuminante" :) (imo)

:
: --
: cyb
:
: - l'articolo e' in xpost, incompleto e allo stato embrionale (percio'
: meritevole e bisgnoso di critiche feroci, in modo da modificarlo); in
: realta' nasce da un'idea diversa, ovvero una RFD per it.media.blob,
: idea poi tramontata perche' un tale gruppo, seppure interessante a
: livello teorico, troverebbe difficile applicazione in quello pratico.
:
: [1] Mi piacerebbe conoscere la data di questo passaggio, nonche'
: qualche cenno critico sull'evoluzione della trasmissione, se ci
: fossero fonti che ne trattano.
:
:
:
:
E. Delacroix
2003-07-16 23:58:12 UTC
Permalink
Ciao Delacroix. Hai introdotto tre "contro-tesi" molto appetitose.
Mah, sembra quasi sia una colpa di Blob.. in realta' e' colpa di cio'
di cui Blob si nutre, ovvero della televisione stessa: Blob aggiunge
"un livello" di decontestualizzazione, di "irrealta'", a una materia
che e' gia' stata sottoposta a progressivi distacchi dal concreto.
Appunto!
Sul "peccato originale" della tv (sarebbe meglio dire
dell'"informazione in tv", dal mio punto di vista), credo che tutto
derivi dalla tipologia di "utilizzo" che ne e' costretto a fare il
teleutente: le metafore usate da piu' o meno tutti i sociologi sul
rapporto tv-uomo collocano l'utente in posizione supina, passiva; e' a
questo livello di sub-coscienza di cio' che si riceve che funzionano e
giocano alcuni meccanismi di controllo del consenso, di propaganda
sottile, eccetera. Il "peccato originale", continuando sul filone
biblico, e' la capacita' quasi "ipnotica" di invogliare ("obbligare"
mi suona troppo forte) lo spettatore ad un approccio di tipo
"esperenziale", percettivo, molto poco critico, con soglie di
vigilanza e attenzione molto basse; questa "passivita' indotta",
sommata all'autorevolezza che "i poteri" e gli stessi spettatori hanno
donato col passare del tempo al mezzo, rendono la TV cosi' importante.
Cose condivisibili quelle che dici, ma si tratta di peccati ordinari
derivanti da quello originale che, per non ripetermi, evidenzio con un
riferimento ad un grande pittore surrealista:
http://www.magritte.com/5_1.cfm?img=04
Uhm, perche' "genera invece che evidenziare"?
Perche' talune incongruenze mostrate nella realta' possono non
esistere. Esempio: blob mostra Berlusconi che definisce Bossi
inaffidabile e subito a seguire mostra Berlusconi che loda Bossi come
un fedele alleato, evideziando in tal modo una palese contraddizione.
Nella realta' invece non esiste, perche' nel tempo trascorso tra una
ripresa e l'altra, l'evoluzione della politica ha permesso a
Berlusconi di trovare il modo di rendere Bossi un fedele alleato e
come tale lo loda.
Ellamado'. Qui non sei stato un granche' loquace, eppure una
considerazione del genere pretende parole, eh! Perche' "quando le cose
sono serie diventa una porcheria"?
Ho smesso di guardare blob quando hanno incominciato ad usare immagini
violente come filmati di esecuzioni sommarie. Qualsiasi persona
normale sa che queste sono cose serie, dietro quelle immagini esiste
una drammatica vicenda di persone reali che hanno diritto al rispetto,
diritto dolorosamente calpestato attraverso la rappresentazione.
La rappresentazione della violenza e' sempre strumentale e quasi
sempre deteriore. Nella fattispecie ingenera il sospetto della
vocazione esibizionistica: sciacallaggio per esibizionismo, veramente
una brutta cosa, una porcheria.
La faziosita' non mi fa' specie, se te ne sei accorto e' diventata
parte integrante del linguaggio televisivo.

Salutoni
E. Delacroix
E. Delacroix
2003-07-17 00:10:05 UTC
Permalink
Il Thu, 17 Jul 2003 01:58:12 +0200, E. Delacroix
Post by E. Delacroix
http://www.magritte.com/5_1.cfm?img=04
Questo e' migliore:

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