Discussione:
Quei morti che gridano dal fondo del mare
(troppo vecchio per rispondere)
Andrea Vanacore
2009-08-23 08:40:01 UTC
Permalink
di EUGENIO SCALFARI


È SINGOLARE (non trovo altro aggettivo) il comportamento della stampa
nazionale sulla strage dei 73 migranti uccisi dal mare tra Malta e
Lampedusa.
Il primo giorno, con notizie ancora incerte, tutti hanno aperto su
quell'avvenimento: il numero delle vittime, la storia raccontata dai
cinque sopravvissuti, i dubbi del ministro Maroni sulla loro
attendibilità, le responsabilità della Marina maltese, i primi commenti
ispirati al "chissenefrega" di Bossi e di Calderoli.

Ma dal secondo giorno in poi i nostri giornali hanno voltato la testa
dall'altra parte. Le notizie nel frattempo sopraggiunte sono state date
nelle pagine interne. Uno solo, il "Corriere della Sera", ha tenuto
ancora quella strage in testata di prima pagina ma senza alcun commento.
Il notiziario all'interno tende a riposizionare i fatti entro lo schema
della responsabilità maltese. Il resto è silenzio o quasi. Fa eccezione
"Repubblica" ma il nostro, com'è noto, è un giornale sovversivo e
deviazionista e quindi non può far testo.

Comincio da qui e non sembri una stravaganza. Comincio da qui perché la
timidezza, la prudenza, il dire e non dire dei grandi giornali nazionali
sono lo specchio d'una profonda indifferenza dello spirito pubblico,
ormai ripiegato sul tirare a campare del giorno per giorno, senza
memoria del passato né prospettiva di futuro, rintronato da televisioni
che sfornano a getto continuo trasmissioni insensate e da giornali che
debbono ogni giorno farsi perdonare peccati di coraggio talmente veniali
che qualunque confessore li manderebbe assolti senza neppure imporre un
"Pater noster" come penalità minimale.

Perfino il durissimo attacco della Chiesa e della stampa diocesana, che
su altri temi avrebbe avuto ampia risonanza, è stato registrato per
dovere d'ufficio. Bossi, che ha orecchie attentissime a queste
questioni, si è addirittura permesso di mandare il Vaticano a quel
paese, definendo insensate le parole dei vescovi sulla strage del mare e
invitando il papa a prendere gli immigrati in casa sua perché "noi qui
non li vogliamo".

Alla vergogna c'è un limite. Noi l'abbiamo varcato da un pezzo nella
generale apatia e afasia.

* * *

Ci sono varie responsabilità in quanto è accaduto nel barcone dei 78
eritrei, per venti giorni alla deriva in uno specchio di mare
popolatissimo di motovedette, aerei, elicotteri, pescherecci delle più
diverse nazionalità, italiani, maltesi, ciprioti, egiziani, tunisini e
libici. Responsabilità specifiche e responsabilità più generali.

La prima responsabilità specifica riguarda il mancato avvistamento da
parte della nostra Marina e della nostra Aviazione. Venti giorni, un
barcone di quindici metri con 78 persone a bordo, sballottato dai venti
tra Malta e Lampedusa, un braccio di mare poco più ampio di quello
percorso da una normale regata di vela.
I ministri Maroni e La Russa dovrebbero fornire al Parlamento e alla
pubblica opinione l'elenco dei voli e dei pattugliamenti da noi
effettuati in quello spazio e in quei giorni. Il ministro dell'Interno
finora si è limitato a chiedere un rapporto sull'accaduto al prefetto di
Agrigento.

Che c'entra il prefetto di Agrigento? Il responsabile politico dei
respingimenti in mare è il ministro dell'Interno che si vale della
guardia costiera, delle capitanerie di porto e delle forze armate messe
a disposizione dalla Difesa. Maroni e La Russa debbono rispondere, non
il prefetto di Agrigento.

La seconda responsabilità specifica riguarda il pattugliamento
italo-libico sulle coste della Libia. Sbandierato ai quattro venti come
un grande successo diplomatico, viaggi del premier in Libia, abbracci e
baci sulle guance tra Berlusconi e Gheddafi, promesse di denaro sonante
e investimenti al dittatore-colonnello, viaggio del medesimo con
relativa tenda a Villa Pamphili, scortesie a ripetizione, sempre del
medesimo, nei confronti di quasi tutte le autorità istituzionali
italiane; secondo viaggio del colonnello e seconda tenda al G8
dell'Aquila, dichiarazioni del ministro degli Esteri, Frattini, per
sottolineare l'importanza dell'asse politico Roma-Tripoli.

Risultati zero. Riforma dei centri di accoglienza libici sotto controllo
italiano, zero. Quei centri sono un inferno dove i migranti provenienti
dall'Africa sahariana e dal Corno d'Africa sono ridotti per mesi in
schiavitù e sottoposti alle più infami vessazioni fino a quando alcuni
di loro vengono affidati ai mercanti del trasporto e imbarcati per il
loro destino. Le vittime in fondo a quel tratto di Mediterraneo non si
contano più.

In quei centri, tra l'altro, le autorità italiane dovrebbero individuare
quegli immigranti che hanno titolo per essere trattati come rifugiati
politici. Queste verifiche non sono avvenute. I migranti eritrei in
particolare dovrebbero poter godere di uno "status" particolare come ex
colonia italiana, ma nessuno se ne è occupato (e meno che mai,
ovviamente, il prefetto di Agrigento).

In compenso le motovedette italiane dal primo giugno ad oggi hanno
intercettato un elevato numero di barconi e li hanno respinti nel girone
infernale dei centri di accoglienza libici, il che significa che le
partenze dalla coste cirenaiche continuano ad avvenire in barba a tutti
gli accordi.
Questo stato di cose è intollerabile. Frutto di una legge perversa e
d'un reato di clandestinità che ha addirittura ispirato un gioco di
società inventato dal figlio di Bossi e brevettato con il titolo
"Rimbalza il clandestino".
Mancano le parole per definire queste infamità.

* * *

Ma esistono altresì responsabilità generali, al di là del caso
specifico. Le ha elencate con estrema chiarezza il proprietario di un
peschereccio di Mazara del Vallo da noi intervistato ieri.
Perché i pescherecci che avvistano barche di migranti in difficoltà non
intervengono? Risposta: se sono in difficoltà superabili, intervengono,
forniscono viveri acqua e coperte, indicano la rotta. Se sono in
difficoltà gravi, li segnalano alle autorità italiane.
Segnalano sempre? Risposta: non sempre.
Perché non sempre? Risposta: se imbarchiamo i migranti sui nostri
pescherecci rischiamo di perdere giorni e settimane di lavoro. Noi siamo
in mare per pescare. Con gli immigrati a bordo il lavoro è impossibile.

Non siete risarciti dallo Stato? Risposta: no, per il mancato nostro
lavoro non siamo risarciti.
Ci sono altre ragioni che vi scoraggiano? Risposta: chi prende a bordo
clandestini e li porta a terra rischia di essere processato per
favoreggiamento al reato di clandestinità. Temono di esserlo, perciò
molti chiudono gli occhi e evitano di immischiarsi.

Se li portate a Malta che succede? Risposta: peggio ancora, ci
sequestrano la barca per mesi e ci tolgono l'autorizzazione a pescare
nelle loro acque.
Questi sono i risultati di una legge sciagurata, salutata non solo dalla
Lega ma dall'intero centrodestra come un successo, una guerra vittoriosa
contro le invasioni barbariche.

Questa legge dovrebbe essere abrogata perché indegna di un paese civile.
Nel frattempo gli immigrati entrano a frotte dai valichi dell'Est. Non
arrivano per mare ma in pullman, in automobile, in aereo, in ferrovia e
anche a piedi. Alimentano il lavoro regolare e quello nero in tutta la
Padania e non soltanto.
I famigerati rom e i famigerati romeni vengono via terra e non via mare.
La vostra legge non solo è indecente ma è contemporaneamente un
colabrodo.

* * *

Alcuni si domandano i motivi del silenzio di Berlusconi su questo
delicatissimo tema. La ragione è chiara e l'ha fornita l'onorevole
Verdini, uno dei tre coordinatori del Pdl insieme a La Russa e Bondi e
quello che meglio di tutti conosce la natura del capo del governo
essendo stato con lui e con Dell'Utri uno dei tre fondatori di Forza
Italia nell'ormai lontano 1994.

Di che cosa vi stupite, ha scritto Verdini in una sua lettera al
"Corriere della Sera" di pochi giorni fa ribattendo alcune domande di
Sergio Romano nel suo fondo domenicale. Di che cosa vi stupite? Silvio
Berlusconi, con almeno una parte di sé, è un leghista né più né meno di
Bossi e quando nel '93 decise di impegnarsi in politica pensò, prima di
decidersi a fondare un nuovo partito, di guidare con Bossi la Lega. Poi
scelse di fondare un partito nazionale del quale il nordismo leghista
sarebbe stato il pilastro più rilevante.

Così Verdini, il quale in quella lettera rivendica il merito d'aver
convinto il premier all'opportunità di dar vita a Forza Italia.
Non si poteva dir meglio. C'è da aggiungere che il peso della Lega è
ultimamente aumentato in proporzione diretta alla minor forza politica
del premier. La Lega ha oggi una forza di ricatto politico che prima non
aveva e la sta esercitando in tutte le direzioni non senza alcuni
contraccolpi sulle strutture e sulle alleanze all'interno del Pdl.

Uno dei temi di dibattito di queste ultime settimane è stato il collante
che spiega nonostante tutto la persistenza del potere berlusconiano e la
sua eventuale capacità di sopravvivere ad un possibile ritiro di
Berlusconi dalla gestione diretta di quel potere. Tra le varie
spiegazioni è mancata quella a mio avviso decisiva. Il collante del
berlusconismo consiste nell'appello continuamente ripetuto e aggiornato
agli istinti più scadenti che rappresentano una delle costanti della
nostra storia di nazione senza Stato e di Stato senza nazione.

Una classe dirigente dovrebbe rappresentare ed evocare gli istinti più
nobili di un popolo, educandolo con l'esempio, spronandolo ad una
visione alta del bene comune. Un compito difficile che alcune figure
della nostra storia esercitarono con passione, tenacia e abilità
politica.
È più facile evocare gli "spiriti animali" e questo è avvenuto
frequentemente nelle vicende del nostro paese a cominciare dal "O Franza
o Spagna purché se magna" e alle sue più recenti e non meno abiette
manifestazioni.

Giorni fa, rispondendo nel suo giornale alla lettera di un giovane
leghista a disagio ma privo di alternative alla sua visione nordista,
Galli Della Loggia spiegava al suo interlocutore quale fosse l'errore in
cui era incappato: una falsa prospettiva storica, un falso revisionismo
che ha messo in circolazione una falsa e deteriore immagine del nostro
Risorgimento.
Ho riletto un paio di volte l'articolo di Della Loggia perché non
credevo ai miei occhi. Il revisionismo da lui lamentato come
deformazione della nostra storia unitaria è nato negli ultimi quindici
anni proprio sulle pagine del suo giornale e lo stesso Della Loggia ne è
stato uno dei più autorevoli esponenti.

Meglio tardi che mai. Purtroppo di vitelli grassi da sacrificare per il
ritorno del figliol prodigo oggi c'è grande scarsità. Il solo vitello
grasso in circolazione è lo scudo fiscale preparato da Tremonti, che
però non riguarda la questione dell'Unità d'Italia e del revisionismo
politico. Festeggia soltanto gli evasori fiscali. Anche questa è una
(pessima) costante nella storia di questo paese.


(23 agosto 2009)
--
E che gli uomini sappiano
Della differenza
Tra una mano che offende
E la resistenza.
Luiginoba
2009-08-23 08:45:32 UTC
Permalink
Mi pare che anche Prodi abbia affondato una nave?
Redroby
2009-08-23 08:59:11 UTC
Permalink
Post by Luiginoba
Mi pare che anche Prodi abbia affondato una nave?
Quando il non capire, il non voler capire, l'essere plagiati, diventa
un mestiere..
Quanto ti danno? :/
--
http://tinyurl.com/kr9abx

parafrasando Renan
"nella mia vita ho conosciuto tanti idioti che non erano berlusconiani,
ma non ho mai conosciuto un berlusconiano che non fosse un idiota".
Sergio Martelli
2009-08-23 08:57:30 UTC
Permalink
Post by Luiginoba
Mi pare che anche Prodi abbia affondato una nave?
Già, fu proprio lui in persona a speronare la nave.....
Quella volta il vostro nuovo padrone coi tacchi si mise a frignare,
chissà come mai stavolta non ha fatto altrettanto. E poi a voi leghisti
che vi frega? Dovreste essere contenti, più ne affondano e meno ne
arrivano. In fondo è solo mettere in pratica il giochino di quel deficiente
del figlio del capo, "rimbalza il clandestino". Quel cretino che, da
leghista doc, è riuscito a farsi bocciare per tre volte alla maturità.
Leghisti, la vergogna dell'Italia.
johnny stanchino
2009-08-23 09:56:10 UTC
Permalink
Post by Sergio Martelli
Leghisti, la vergogna dell'Italia.
Se hai almeno le palle vai a dirglielo in faccia,
e non qui sul newsgroup, coniglio.
OP OP OP DIN DIN DIN
Montalcino
2009-08-23 10:24:34 UTC
Permalink
Post by johnny stanchino
Post by Sergio Martelli
Leghisti, la vergogna dell'Italia.
Se hai almeno le palle vai a dirglielo in faccia,
e non qui sul newsgroup, coniglio.
OP OP OP DIN DIN DIN
Naaa siete delle merde come il nano...


Crunch..
Hop Hop
Montalcino
2009-08-23 09:28:52 UTC
Permalink
Post by Luiginoba
Mi pare che anche Prodi abbia affondato una nave?
Cioè Prodi in persona pilotò la barca e provocò l'incidente ?
Dimmi? ... ma quanto sei scemo da 1 a 10 ? 11 ?
Eugene Upperwood
2009-08-23 10:23:19 UTC
Permalink
Post by Montalcino
Post by Luiginoba
Mi pare che anche Prodi abbia affondato una nave?
Cioè Prodi in persona pilotò la barca e provocò l'incidente ?
Dimmi? ... ma quanto sei scemo da 1 a 10 ? 11 ?
12!
--
EU®
Luiginoba
2009-08-23 10:48:21 UTC
Permalink
Post by Montalcino
Post by Luiginoba
Mi pare che anche Prodi abbia affondato una nave?
Cioè Prodi in persona pilotò la barca e provocò l'incidente ?
Dimmi? ... ma quanto sei scemo da 1 a 10 ? 11 ?
Beh è stato Maroni a far morire 75 persone?
Baku
2009-08-23 11:23:22 UTC
Permalink
Post by Luiginoba
Beh è stato Maroni a far morire 75 persone?
Direi proprio di si visto che si vanta ogni giorno delle leggi
anticlandestini che la Lega è riuscita a far varare.
E proprio grazie a quelle leggi, come hanno spiegato bene i marinai, i
pescherecci che avvistano barconi in difficoltà ci pensano 1.000 volte
prima di correre in aiuto per non essere incriminati per traffico e
favoreggiamento di immigrazione clandestina
Foibe
2009-08-23 14:21:34 UTC
Permalink
Post by Luiginoba
Mi pare che anche Prodi abbia affondato una nave?
certo.
Avvenne tra valona e la puglia..

poi, il maiale di prodi, rimborsò, le famiglie delle vittima con mezzo
miliardo per persona deceduta..
Forse era l'ammontare dei mancati proventi per spaccio, scippi,
prostituzione ecc....
My 0.02 $
2009-08-23 08:47:27 UTC
Permalink
Post by Andrea Vanacore
di EUGENIO SCALFARI
È SINGOLARE (non trovo altro aggettivo) il comportamento della stampa
nazionale sulla strage dei 73 migranti uccisi dal mare tra Malta e
Lampedusa.
Il primo giorno, con notizie ancora incerte, tutti hanno aperto su
quell'avvenimento: il numero delle vittime, la storia raccontata dai
cinque sopravvissuti, i dubbi del ministro Maroni sulla loro
attendibilità, le responsabilità della Marina maltese, i primi commenti
ispirati al "chissenefrega" di Bossi e di Calderoli.
Ma dal secondo giorno in poi i nostri giornali hanno voltato la testa
dall'altra parte. Le notizie nel frattempo sopraggiunte sono state date
nelle pagine interne. Uno solo, il "Corriere della Sera", ha tenuto
ancora quella strage in testata di prima pagina ma senza alcun commento.
Il notiziario all'interno tende a riposizionare i fatti entro lo schema
della responsabilità maltese. Il resto è silenzio o quasi. Fa eccezione
"Repubblica" ma il nostro, com'è noto, è un giornale sovversivo e
deviazionista e quindi non può far testo.
Comincio da qui e non sembri una stravaganza. Comincio da qui perché la
timidezza, la prudenza, il dire e non dire dei grandi giornali nazionali
sono lo specchio d'una profonda indifferenza dello spirito pubblico,
ormai ripiegato sul tirare a campare del giorno per giorno, senza
memoria del passato né prospettiva di futuro, rintronato da televisioni
che sfornano a getto continuo trasmissioni insensate e da giornali che
debbono ogni giorno farsi perdonare peccati di coraggio talmente veniali
che qualunque confessore li manderebbe assolti senza neppure imporre un
"Pater noster" come penalità minimale.
Perfino il durissimo attacco della Chiesa e della stampa diocesana, che
su altri temi avrebbe avuto ampia risonanza, è stato registrato per
dovere d'ufficio. Bossi, che ha orecchie attentissime a queste
questioni, si è addirittura permesso di mandare il Vaticano a quel
paese, definendo insensate le parole dei vescovi sulla strage del mare e
invitando il papa a prendere gli immigrati in casa sua perché "noi qui
non li vogliamo".
Alla vergogna c'è un limite. Noi l'abbiamo varcato da un pezzo nella
generale apatia e afasia.
* * *
Ci sono varie responsabilità in quanto è accaduto nel barcone dei 78
eritrei, per venti giorni alla deriva in uno specchio di mare
popolatissimo di motovedette, aerei, elicotteri, pescherecci delle più
diverse nazionalità, italiani, maltesi, ciprioti, egiziani, tunisini e
libici. Responsabilità specifiche e responsabilità più generali.
La prima responsabilità specifica riguarda il mancato avvistamento da
parte della nostra Marina e della nostra Aviazione. Venti giorni, un
barcone di quindici metri con 78 persone a bordo, sballottato dai venti
tra Malta e Lampedusa, un braccio di mare poco più ampio di quello
percorso da una normale regata di vela.
I ministri Maroni e La Russa dovrebbero fornire al Parlamento e alla
pubblica opinione l'elenco dei voli e dei pattugliamenti da noi
effettuati in quello spazio e in quei giorni. Il ministro dell'Interno
finora si è limitato a chiedere un rapporto sull'accaduto al prefetto di
Agrigento.
Che c'entra il prefetto di Agrigento? Il responsabile politico dei
respingimenti in mare è il ministro dell'Interno che si vale della
guardia costiera, delle capitanerie di porto e delle forze armate messe
a disposizione dalla Difesa. Maroni e La Russa debbono rispondere, non
il prefetto di Agrigento.
La seconda responsabilità specifica riguarda il pattugliamento
italo-libico sulle coste della Libia. Sbandierato ai quattro venti come
un grande successo diplomatico, viaggi del premier in Libia, abbracci e
baci sulle guance tra Berlusconi e Gheddafi, promesse di denaro sonante
e investimenti al dittatore-colonnello, viaggio del medesimo con
relativa tenda a Villa Pamphili, scortesie a ripetizione, sempre del
medesimo, nei confronti di quasi tutte le autorità istituzionali
italiane; secondo viaggio del colonnello e seconda tenda al G8
dell'Aquila, dichiarazioni del ministro degli Esteri, Frattini, per
sottolineare l'importanza dell'asse politico Roma-Tripoli.
Risultati zero. Riforma dei centri di accoglienza libici sotto controllo
italiano, zero. Quei centri sono un inferno dove i migranti provenienti
dall'Africa sahariana e dal Corno d'Africa sono ridotti per mesi in
schiavitù e sottoposti alle più infami vessazioni fino a quando alcuni
di loro vengono affidati ai mercanti del trasporto e imbarcati per il
loro destino. Le vittime in fondo a quel tratto di Mediterraneo non si
contano più.
In quei centri, tra l'altro, le autorità italiane dovrebbero individuare
quegli immigranti che hanno titolo per essere trattati come rifugiati
politici. Queste verifiche non sono avvenute. I migranti eritrei in
particolare dovrebbero poter godere di uno "status" particolare come ex
colonia italiana, ma nessuno se ne è occupato (e meno che mai,
ovviamente, il prefetto di Agrigento).
In compenso le motovedette italiane dal primo giugno ad oggi hanno
intercettato un elevato numero di barconi e li hanno respinti nel girone
infernale dei centri di accoglienza libici, il che significa che le
partenze dalla coste cirenaiche continuano ad avvenire in barba a tutti
gli accordi.
Questo stato di cose è intollerabile. Frutto di una legge perversa e
d'un reato di clandestinità che ha addirittura ispirato un gioco di
società inventato dal figlio di Bossi e brevettato con il titolo
"Rimbalza il clandestino".
Mancano le parole per definire queste infamità.
* * *
Ma esistono altresì responsabilità generali, al di là del caso
specifico. Le ha elencate con estrema chiarezza il proprietario di un
peschereccio di Mazara del Vallo da noi intervistato ieri.
Perché i pescherecci che avvistano barche di migranti in difficoltà non
intervengono? Risposta: se sono in difficoltà superabili, intervengono,
forniscono viveri acqua e coperte, indicano la rotta. Se sono in
difficoltà gravi, li segnalano alle autorità italiane.
Segnalano sempre? Risposta: non sempre.
Perché non sempre? Risposta: se imbarchiamo i migranti sui nostri
pescherecci rischiamo di perdere giorni e settimane di lavoro. Noi siamo
in mare per pescare. Con gli immigrati a bordo il lavoro è impossibile.
Non siete risarciti dallo Stato? Risposta: no, per il mancato nostro
lavoro non siamo risarciti.
Ci sono altre ragioni che vi scoraggiano? Risposta: chi prende a bordo
clandestini e li porta a terra rischia di essere processato per
favoreggiamento al reato di clandestinità. Temono di esserlo, perciò
molti chiudono gli occhi e evitano di immischiarsi.
Se li portate a Malta che succede? Risposta: peggio ancora, ci
sequestrano la barca per mesi e ci tolgono l'autorizzazione a pescare
nelle loro acque.
Questi sono i risultati di una legge sciagurata, salutata non solo dalla
Lega ma dall'intero centrodestra come un successo, una guerra vittoriosa
contro le invasioni barbariche.
Questa legge dovrebbe essere abrogata perché indegna di un paese civile.
Nel frattempo gli immigrati entrano a frotte dai valichi dell'Est. Non
arrivano per mare ma in pullman, in automobile, in aereo, in ferrovia e
anche a piedi. Alimentano il lavoro regolare e quello nero in tutta la
Padania e non soltanto.
I famigerati rom e i famigerati romeni vengono via terra e non via mare.
La vostra legge non solo è indecente ma è contemporaneamente un
colabrodo.
* * *
Alcuni si domandano i motivi del silenzio di Berlusconi su questo
delicatissimo tema. La ragione è chiara e l'ha fornita l'onorevole
Verdini, uno dei tre coordinatori del Pdl insieme a La Russa e Bondi e
quello che meglio di tutti conosce la natura del capo del governo
essendo stato con lui e con Dell'Utri uno dei tre fondatori di Forza
Italia nell'ormai lontano 1994.
Di che cosa vi stupite, ha scritto Verdini in una sua lettera al
"Corriere della Sera" di pochi giorni fa ribattendo alcune domande di
Sergio Romano nel suo fondo domenicale. Di che cosa vi stupite? Silvio
Berlusconi, con almeno una parte di sé, è un leghista né più né meno di
Bossi e quando nel '93 decise di impegnarsi in politica pensò, prima di
decidersi a fondare un nuovo partito, di guidare con Bossi la Lega. Poi
scelse di fondare un partito nazionale del quale il nordismo leghista
sarebbe stato il pilastro più rilevante.
Così Verdini, il quale in quella lettera rivendica il merito d'aver
convinto il premier all'opportunità di dar vita a Forza Italia.
Non si poteva dir meglio. C'è da aggiungere che il peso della Lega è
ultimamente aumentato in proporzione diretta alla minor forza politica
del premier. La Lega ha oggi una forza di ricatto politico che prima non
aveva e la sta esercitando in tutte le direzioni non senza alcuni
contraccolpi sulle strutture e sulle alleanze all'interno del Pdl.
Uno dei temi di dibattito di queste ultime settimane è stato il collante
che spiega nonostante tutto la persistenza del potere berlusconiano e la
sua eventuale capacità di sopravvivere ad un possibile ritiro di
Berlusconi dalla gestione diretta di quel potere. Tra le varie
spiegazioni è mancata quella a mio avviso decisiva. Il collante del
berlusconismo consiste nell'appello continuamente ripetuto e aggiornato
agli istinti più scadenti che rappresentano una delle costanti della
nostra storia di nazione senza Stato e di Stato senza nazione.
Una classe dirigente dovrebbe rappresentare ed evocare gli istinti più
nobili di un popolo, educandolo con l'esempio, spronandolo ad una
visione alta del bene comune. Un compito difficile che alcune figure
della nostra storia esercitarono con passione, tenacia e abilità
politica.
È più facile evocare gli "spiriti animali" e questo è avvenuto
frequentemente nelle vicende del nostro paese a cominciare dal "O Franza
o Spagna purché se magna" e alle sue più recenti e non meno abiette
manifestazioni.
Giorni fa, rispondendo nel suo giornale alla lettera di un giovane
leghista a disagio ma privo di alternative alla sua visione nordista,
Galli Della Loggia spiegava al suo interlocutore quale fosse l'errore in
cui era incappato: una falsa prospettiva storica, un falso revisionismo
che ha messo in circolazione una falsa e deteriore immagine del nostro
Risorgimento.
Ho riletto un paio di volte l'articolo di Della Loggia perché non
credevo ai miei occhi. Il revisionismo da lui lamentato come
deformazione della nostra storia unitaria è nato negli ultimi quindici
anni proprio sulle pagine del suo giornale e lo stesso Della Loggia ne è
stato uno dei più autorevoli esponenti.
Meglio tardi che mai. Purtroppo di vitelli grassi da sacrificare per il
ritorno del figliol prodigo oggi c'è grande scarsità. Il solo vitello
grasso in circolazione è lo scudo fiscale preparato da Tremonti, che
però non riguarda la questione dell'Unità d'Italia e del revisionismo
politico. Festeggia soltanto gli evasori fiscali. Anche questa è una
(pessima) costante nella storia di questo paese.
(23 agosto 2009)
Semplicemente: parole da meditare.

Per tutti, leghisti e non.
peppemint
2009-08-23 14:32:04 UTC
Permalink
<Semplicemente: parole da meditare.


ma impare a quotare , che sprechi banda internet !!!!!!!!!!
My 0.02 $
2009-08-23 19:53:16 UTC
Permalink
Post by peppemint
<Semplicemente: parole da meditare.
ma impare a quotare , che sprechi banda internet !!!!!!!!!!
E tu buttati nel cesso e tira la corda, che lasci una puzza terribile
in Usenet.
Capitan Nemo
2009-08-23 09:36:22 UTC
Permalink
Post by Andrea Vanacore
di EUGENIO SCALFARI
È SINGOLARE (non trovo altro aggettivo) il comportamento della stampa
CUT
del revisionismo politico. Festeggia soltanto gli evasori fiscali.
Post by Andrea Vanacore
Anche questa è una (pessima) costante nella storia di questo paese.
(23 agosto 2009)
Grande vecchio Scalfari ma ahinoi fra poco se ne andrà per m,otivi
anagrafici, e finiti ormai questi vecchi ed inascoltati saggi, ci rimarranno
i vari fede, feltri, menzognini ecc.

Si salvi chi può.

Ma ha ragione l'Economist che non si meraviglia che un pregiudicato governi
l'Italia, ma si meraviglia che abbia tanto consenso.

Su questo consenso che somiglia terribilmente al consenso a mussolini, si
sono scritti fiumi di parole, i più danno colpa al fatto che controlli il
90% dei media, ma in effetti Serra ne ha dfata una versione che mi pare
plausibile, in lui gli italiani vedono quello che vorrebbero essere.

E per questo la cultura e l'istruzione, cose oramai desuete, difettano, e la
TV è oò èrincipale mezzo di disacculturazione, compreso l'analfabetismo di
ritorno.

Nemo
peppemint
2009-08-23 20:12:27 UTC
Permalink
"Andrea Vanacore" <***@liberaci.it> ha scritto nel messaggio news:4a91006c$***@newsgate.x-privat.org...
SE SON MORTI COME FANNO A GRIDARE ?
Andrea Vanacore
2009-08-23 20:47:32 UTC
Permalink
Post by peppemint
SE SON MORTI COME FANNO A GRIDARE ?
PLONK.
Capitan Nemo
2009-08-24 10:53:18 UTC
Permalink
Post by Andrea Vanacore
Post by peppemint
SE SON MORTI COME FANNO A GRIDARE ?
PLONK.
PLONKANCHIO

Nemo
Estro
2009-08-24 11:03:16 UTC
Permalink
Post by Capitan Nemo
Post by Andrea Vanacore
Post by peppemint
SE SON MORTI COME FANNO A GRIDARE ?
PLONK.
PLONKANCHIO
Nemo
Plonka tu che plonko anch'io.
LOL
Roberto Rosoni
2009-08-25 18:23:31 UTC
Permalink
Probabilmente perché proprio non aveva niente di meglio da fare,
peppemint, il Sun, 23 Aug 2009 22:12:27 +0200, ha scritto in it.media.tv
Post by peppemint
SE SON MORTI COME FANNO A GRIDARE ?
E TU COME FAI A POSTARE SENZA CERVELLO?
--
Roberto Rosoni
Estro
2009-08-26 06:06:23 UTC
Permalink
Post by Roberto Rosoni
Probabilmente perché proprio non aveva niente di meglio da fare,
peppemint, il Sun, 23 Aug 2009 22:12:27 +0200, ha scritto in it.media.tv
Post by peppemint
SE SON MORTI COME FANNO A GRIDARE ?
E TU COME FAI A POSTARE SENZA CERVELLO?
Se gli consenti la battuta è lecito che la esprima.
Ma si sa, a voi manca l'umorismo e siete perennemente incazzati.

Estro
2009-08-24 10:57:53 UTC
Permalink
Post by Andrea Vanacore
È SINGOLARE (non trovo altro aggettivo) il comportamento della stampa
nazionale sulla strage dei 73 migranti uccisi dal mare tra Malta e Lampedusa.
Vacca boia, è colpa di Berlusconi.
Governo di m....
Andrea Vanacore
2009-08-24 12:10:30 UTC
Permalink
Post by Estro
Post by Andrea Vanacore
È SINGOLARE (non trovo altro aggettivo) il
comportamento della stampa nazionale sulla strage dei
73 migranti uccisi dal mare tra Malta e Lampedusa.
Vacca boia, è colpa di Berlusconi.
Governo di m....
Ma no...berlusconi piange, in questi casi, nevvero?

http://youtu.be/Rr2A1HMnlM8

Maroni è un ministro di Prodi!

A CASA PRODI!
Estro
2009-08-24 13:54:12 UTC
Permalink
Sembra che Andrea Vanacore abbia detto :
.
Post by Andrea Vanacore
Ma no...berlusconi piange, in questi casi, nevvero?
http://youtu.be/Rr2A1HMnlM8
Maroni è un ministro di Prodi!
Ahhh, quindi è colpa di Maroni.
Governo di m....
Continua a leggere su narkive:
Loading...